Buongiorno a tutti
Ringrazio la Corte di Giustizia Tributaria di Secondo Grado della Lombardia e il suo Ill.mo Presidente Dr Mauro Vitiello per l’invito rivolto all’Ordine dei Dottori Commercialisti Esperti Contabili di Milano che ho l’onore di rappresentare. Rivolgo il saluto della nostra Presidente e del Consiglio del nostro Ordine al Viceministro dell’Economia e delle Finanze Onorevole Maurizio Leo, al Dr Antonio Sammarro del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria al Dr Fiorenzo Sirianni Direttore Generale della Giustizia Tributaria, alle autorità civili, religiose e militari, ai magistrati ai giudici tributari agli avvocati, alle colleghe e ai colleghi commercialisti a tutti i presenti.
Non voglio ripetere quanto già esposto nelle precedenti relazioni, pienamente condivisibili le argomentazioni del Viceministro Maurizio Leo, la riforma tributarie e la riforma della Giustizia Tributaria stanno andando avanti attendiamo l’esito del primo concorso per Magistrati Tributari specializzati, e siamo quindi fiduciosi nell’effettiva realizzazione del rafforzamento degli organi della giurisdizione tributaria.
Davvero pregevole, epocale la riforma tributaria e della Giustizia Tributaria, gli interventi, sul potenziamento degli istituti deflattivi del contenzioso, il contraddittorio endoprocedimentale, il litisconsorzio necessario, il rafforzamento dell’autotutela tributaria e l’accertamento con adesione, il concordato preventivo biennale, il tax controll framework, istituti che rappresentano un vero e proprio cambio di passo che intende privilegiare il rapporto tra imprese, cittadini e pubblica amministrazione, sottraendo ai Giudici, contenziosi che, molto spesso, si potranno concludere in sede stragiudiziale.
In merito al processo Tributario apprezzabile l’accelerazione del processo con la lettura del dispositivo immediata e con il deposito nei 7 giorni dall’udienza. Anche l’inammissibilità di nuovi mezzi di prova o nuova documentazione, potrà dare maggiore celerità con le eccezioni in capo ai Giudici che invece possono disporle e, a favore delle parti, ove dimostrino di non aver potuto produrle nel corso del contenzioso per cause a loro non imputabili. Ugualmente lodevole la Conciliazione fuori udienza in Cassazione per i ricorsi incardinati dal 5/1/2024, e così pure la volontà ad aprirla a quelli incardinati prima di tale data
Davvero meritevole la disponibilità nei confronti della nostra categoria per le proficue interlocuzioni per cercare la migliore realizzazione della riforma fiscale e la riforma del processo tributario.
Essenziale aver dato il via alla Scuola superiore della giustizia tributaria, un altro passo importante verso una statura che la giustizia tributaria può e deve raggiungere. I nuovi Giudici Tributari devono necessariamente passare per tirocinio e formazione.
Ugualmente apprezzabile la sua iniziativa Viceministro Leo, favorevolmente accolta dalla Prima Presidente, dell’interlocuzione e del confronto con gli organi Giudicanti della Corte di Cassazione, tramite sessioni di studio e incontri volti a chiarire la volontà del legislatore così come importante la ricerca della prevedibilità delle decisioni da parte della Suprema Corte che costituisce una fondamentale condizione di orientamento per chi si deve rivolgere alla Giustizia Tributaria garantendo il diritto di difesa nell’obbiettivo della certezza del diritto. Su questo punto auspicherei la presenza delle categorie professionali parti in causa dei contenziosi e perché no anche dei rappresentanti delle Agenzie delle Entrate.
Sicuramente rimane da chiarire la nuova disciplina dei rapporti tra processo penale e processo tributario, complicati dal diverso regime probatorio dal diverso riparto dell’onere della prova, dalla mancata partecipazione dell’amministrazione finanziaria al processo penale e infine dall’assenza di parametri generali per orientare i giudici nella compensazione tra sanzione penale e amministrativa nel rispetto del principio ne bis in idem.
Giova ribadire che, nella riforma, un’occasione è stata persa, la grande occasione di determinare una vera imparzialità e terzietà del Giudice Tributario che si poteva raggiungere con l’indipendenza dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, fino a quando i Giudici Tributari saranno dipendenti della medesima amministrazione della quale dovranno giudicare la legittimità degli atti, questo continuerà a lasciare nel cittadino il dubbio, se non il convincimento di una minore imparzialità.
Che dire in merito alla ridefinizione dell’assetto territoriale delle corti di giustizia tributaria, sicuramente necessario con i nuovi magistrati a tempo pieno, nulla è ancora certo come dichiarato dal Ministro Giorgetti, ma la soppressione di 2/3 delle attuali sedi (64 su 103, sopravviverebbero 39)e di tutte le sezioni distaccate delle Corti di Giustizia Tributaria di 2° grado pare una sforbiciata eccessiva, in Lombardia si parla di sopprimere la Corte di Brescia che per numero di istanze gestite è seconda solo a Milano. Ecco, non è chiaro il metodo utilizzato, la delega al Governo prevede principi chiari, carichi di lavoro, dall’estensione del territorio, numero degli abitanti e delle imprese e altri, insomma la preoccupazione è che prevalga la regaola della Spending Review, ma la logica non può essere solo quella dell’efficienza e della economicità, la Giustizia deve essere al servizio del Cittadino e delle imprese, non scordiamo l’art. 24 della Costituzione che, assieme alle norme europee impone che la giustizia debba essere accessibile non gravosa, pagare le tasse è un dovere inderogabile ma avere giustizia è un diritto inviolabile. Siamo sicuri che su questo punto il governo esprimerà la massima saggezza e non si limiterà a conti ragionieristici. Certo le tecnologie per le udienze a distanza aiuteranno ma questa modalità non potrà essere l’unica via di accesso e soprattutto è comunque necessario dotare le corti di Giustizia Tributaria degli strumenti adeguati ad una qualità del dialogo che è imprescindibile.
Insomma molto è stato fatto e molto c’è ancora da fare ma i continui e frequenti cambiamenti delle norme fiscali possono generano nel cittadino incertezza e confusione, non ci può essere giustizia nell’incertezza del diritto.
Sue le dichiarazioni Sig. Viceministro di qualche anno fa quando diceva che se si sommano tutte le istruzioni delle dichiarazioni fiscali si raggiugono oltre 1.000 pagine una lunghezza simile a Guerra e Pace di Tostoi che di pagine ne ha 1400, be questo numero è stato abbondantemente superato e oggi se consideriamo anche le dichiarazioni iva e irap abbiamo superato le 1600 pagine.
Qualcuno le ha anche misurate, le istruzioni della dichiarazione dei redditi delle persone fisiche superano 128 metri, più di un campo di calcio (San Siro misura 105 metri)
Non è possibile che per pagare l’IMU l’imposta sulla casa, che tanti italiani posseggono, ci voglia un Commercialista, perché ogni comune ha decine di alternative di calcolo della base imponibile. Sig. Vice Ministro e rappresentanti degli enti locali, la fiscalità locale ……….un bollettino a casa delle famiglie. Eviteremmo anche molti contenziosi e i contenziosi in materia di tributi locali non mancano.
Calcolare le tasse da far pagare ai clienti è complicato, per rimanere in ambito calcistico, più che attraversare un campo di calcio è come attraversare un campo minano.
Fino a qualche anno fa presentavamo 1 dichiarazione iva all’anno ora ne presentiamo 5 (4 trimestrali e 1 annuale)
L’ultima proposta del fisco è quella di presentare dodici dichiarazioni mensili del modello 770 dei sostituti d’imposta in luogo di una dichiarazione annuale.
Difficile pensare a un vero e proprio vantaggio per il contribuente, difficile pensare che questa semplificazione non abbia un costo che si riversa sul contribuente. La burocrazia è tanta il tempo è poco, le aziende devono pensare allo sviluppo e alla crescita, ogni adempimento diventa un costo che i nostri clienti devono sostenere, non avendo tempo, o preferendo impiegarlo in attività produttive, devono acquistare quel tempo da altri e devono acquistare quelle competenze che non possono avere anche per la complessità del sistema.
Per questo la semplificazione è un impegno necessario per rendere l'Italia un Paese più competitivo e attrattivo per gli investimenti.
La semplificazione è sicuramente nell’interesse di tutti, della nostra categoria nell’interesse della pubblica amministrazione nell’interesse del governo della giustizia tributaria, ma soprattutto nell’interesse dei nostri clienti delle piccole e medie aziende che costituiscono il tessuto economico e sociale italiano.
Sappiamo che questo impegno se lo è preso il governo e soprattutto lei Sig. Viceministro, sappiamo che ne ha le possibilità e la capacità non manca, e, sempre per rimanere in ambito sportivo, facciamo il tifo per la semplificazione, facciamo il tifo per le istituzioni, facciamo il tifo per la giustizia tributaria, in definitiva facciamo il tifo per l’Italia. Per questo auguriamo a tutti Buon lavoro, auguriamo a tutti di raggiungere gli obiettivi auspicati e perseguiti.
Infine auguriamo a tutti gli addetti ai lavori BUON ANNO GIUDIZIARIO,
GRAZIE